HOME PROFILO SERVIZI & PRESTAZIONI CONTATTI
 

Specializzazioni OTCT - Chirurgia della spalla e arto superiore - Artrosi


ARTROSI ECCENTRICA DA ROTTURA CRONICA MASSIVA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA

L’artropatia da rottura cronica e irreparabile della cuffia dei rotatori ha la sua espressione clinica nella spalla pseudoparalitica
L’artropatia da rottura cronica e irreparabile della cuffia dei rotatori ha la sua espressione radiografica nella artrosi eccentrica dell’articolazione gleno-omerale (“acetabolarizzazione”):
a causa della perdita del centraggio della testa stessa legato alla insufficienza funzionale della cuffia


In passato la terapia era costituita:

- da infiltrazioni ripetute a scopo antalgico e dal ricorso a farmaci antidolorifici
- da interventi con protesi anatomiche che risolvevano solo in parte il dolore e non miglioravano la motilità (assenza di cuffia!)

Perché funziona una protesi inversa:

Medializza e abbassa il centro di rotazione della articolazione gleno-omerale per cui incrementa il braccio di leva del deltoide (che diventa il vero motore per la elevazione e abduzione)


dato che la glenosfera è direttamente appoggiata sulla glenoide, non esiste un braccio di leva che determini delle forze di taglio, anzi
durante la abduzione e la elevazione i muscoli danno un effetto centratore e stabilizzante sulla protesi


PROBLEMI:


1) INDICAZIONE all’intervento

artropatia da rottura cronica della cuffia con artrosi in paziente anziano (meglio over 70) e con spalla pseudoparalitica.

PS. Non dimentichiamoci però che la P.I. viene usata anche in: Lesioni massive di cuffia senza artrosi, necrosi della testa omerale con lesione massiva di cuffia, fallimenti di protesi anatomiche, artrite reumatoide, tumori

2) CHIRURGICI

Restituire la giusta tensione al deltoide (altrimenti avremo instabilità della protesi e scarsa capacità di elevare il braccio)

giusta retroversione: se troppo retroversa si limita la extrarotazione e viceversa (tuttavia… meglio una limitazione della intrarotazione ed una protesi stabile!)

3) RIABILITATIVI

1) Facile recuperare la motilità passiva in elevazione e in abduzione fino ai 100° – 120°. Oltre è difficile.

2) Fondamentale la riabilitazione della scapolo-toracica che invece viene spesso “dimenticata”

3) Inutile potenziare la “cuffia” ed accanirsi sul sovraspinato… (non esiste più)

4) Necessario lavorare anche sul rachide cervicale per il sovraccarico del trapezio e dell’elevatore della scapola

COSA ASPETTARSI DA UNA PROTESI INVERSA: (WALCH, S. Francisco 2008)

  • Fra 60 e 65 punti (risultati soddisfacienti e buoni) nella artropatia e nelle lesioni massive di cuffia
  • Fra 50 e 60 punti (risultati al limite della sufficienza) nella Artrite reumatoide, nei Tumori e negli esiti di chirurgia aperta per cuffia
  • Sotto i 50 punti nelle revisioni delle protesi anatomiche e negli esiti di fratture

  • Dolore: ottima risoluzione tranne nelle revisioni dove è variabile
    Elevazione Attiva: buona nelle artrosi, insoddisfaciente nelle revisioni
    Nessun cambiamento significativo nelle rotazioni a meno di modifiche chirurgiche


     
     
    Orthopedic Traumal Center Tuscany - P.IVA 00319680518
    Copyright © 2010 - Euroinformatica srl