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Specializzazioni OTCT - Chirurgia del Ginocchio

LESIONI LEGAMENTOSE: Lesione e ricostruzione LCA


Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) è un cordone di tessuto fibroso molto resistente, situato al centro del ginocchio, teso tra il femore e la tibia. Quando il ginocchio si flette e si estende, la tensione del LCA evita che la tibia si allontani dal femore, fornendo in questo modo una importante funzione di stabilizzazione all'articolazione.
La rottura del LCA può avvenire quando il ginocchio è sottoposto ad una rotazione forzata o ad una violenta iperestensione.. Le lesioni del LCA sono generalmente complete e possono essere isolate o associate a lesioni dei menischi e/o di altri legamenti dello stesso ginocchio.

I sintomi di una lesione traumatica al LCA generalmente sono:

  • Percezione di un rumore acuto di strappo al momento del trauma, spesso associato a dolore e limitazione articolare.
  • Versamento immediato dopo l'incidente a causa del sanguinamento conseguente alla rottura di vene e arterie del legamento.
  • Senso d'instabilità (“il ginocchio non mi tiene”)

Il dolore ed il gonfiore normalmente scompaiono nel giro di due - tre settimane, mentre l'instabilità rimane, perché il LCA non ha la capacità di guarire spontaneamente. Questi episodi di “cedimento” dell'articolazione, che sono, in pratica, delle ulteriori piccole distorsioni, mettono in pericolo le altre strutture del ginocchio. A distanza di mesi o anni dalla lesione del legamento, compaiono infatti frequenti lesioni dei menischi e della cartilagine che portano gradualmente ad un'artrosi precoce del ginocchio. E' ovvio che le distorsioni successive al primo episodio, sono più frequenti nei soggetti giovani e sportivi, rispetto alle persone più avanti negli anni e sedentarie.

La diagnosi della lesione del LCA è primariamente clinica, tuttavia è bene sottoporre il paziente a:

  • Esame radiografico per escludere eventuali fratture ossee.
  • Risonanza magnetica (RM), che non utilizza radiazioni ionizzanti, "fotografa" con grande nitidezza tutte le componenti articolari, incluse le cartilagini.

TRATTAMENTO CONSERVATIVO

TRATTAMENTO CHIRURGICO

 

ARTROSI

L'artrosi del ginocchio colpisce, generalmente, le persone oltre i 50 anni:
i sintomi vanno da una leggera zoppia fino a forti dolori accompagnati da immobilità.
Il chirurgo ortopedico dovrà valutare se il paziente dovrà subire una sostituzione protesica del ginocchio.
Il chirurgo discuterà la sua anamnesi clinica, misurerà il grado di motricità e la forza muscolare delle ginocchia ed osserverà il modo in cui si siede, come si china e come si sposta.
Inoltre, le saranno fatte delle radiografie per determinare la superficie delle lesioni delle articolazioni delle ginocchia.
Se le radiografie presentano delle gravi lesioni articolari e se nessun altro trattamento ha apportato sollievo, il chirurgo ortopedico le proporrà un intervento chirurgico di sostituzione del ginocchio.

In cosa consiste l’intervento di protesi del ginocchio?

La protesi del ginocchio è un'operazione eseguita per sostituire un'articolazione che è stata lesionata, di solito dall'artrosi onde sostituirla con una neo articolazione in materiale metallico (generalmente titanio) e plastico (polietilene).
L'articolazione del ginocchio è formata dai condili del femore (osso della coscia), la tibia (osso della gamba), la rotula e i menischi.
Le superfici di queste ossa sono rivestite da una sostanza liscia e morbida nota con il nome di cartilagine articolare. L'artrosi si manifesta quando la cartilagine articolare si consuma, esponendo così la struttura ossea che sostiene.
L'artrosi è causa di dolori, di deformazione e di perdita della mobilità.
Durante un'operazione protesi del ginocchio, il chirurgo sostituisce le parti consumate dell'articolazione con un'articolazione artificiale.
Quando il chirurgo ortopedico procede alla sostituzione di un ginocchio, lui o lei, si pone alcuni obiettivi di base:
  • Ridurre o eliminare il dolore
  • Restituire della mobilità
  • Correggere le deformazioni assiali
  • Ottenere dei buoni risultati a breve e a lungo termine (almeno una decina di anni)
  • La protesi del ginocchio si è evoluta in modo tale da essere diventata una delle procedure più valide ed affidabili che si abbia a disposizione.

    Tuttavia è bene specificare che la protesi di ginocchio può essere grossolanamente divisa in due tipi:

  • Totale
  • Monocompartimentale

  • E’ chiaro che nella protesi totale la “invasività” è maggiore, che il recupero sarà più lungo (3-4 mesi), che la riabilitazione sarà più complessa e che le complicanze possono essere più frequenti:
    ematomi, rigidità post-operatorie, trombosi venose degli arti inferiori ed eventuali infezioni possono raggiungere complessivamente il 2-3% del totale degli interventi.
    Nella monocompartimentale il quadro è decisamente meno complesso. Minima asportazione di tessuto osseo tibiale, rimozione della cartilagine femorale, conservazione dell’apparato legamentoso del ginocchio, piccoli gesti chirurgici sulla femoro rotulea, incisione cutanea ridotta senza nuocere all’apparato estensore.
    E’ chiaro che, questa soluzione chirurgica, si pone come la vera miniinvasività del ginocchio in campo protesico. A tal proposito è utile pertanto segnalare come tale tecnica è applicabile anche in pazienti con età più giovane (under 65) in luogo delle osteotomie correttive che venivano usate, ma con un maggiore impegno nel post-operatorio per il paziente, visto il rapido recupero attuale con la protesi monocompartimentale. La indicazione per l’impianto di una protesi monocompartimentale di ginocchio è l’artrosi di un unico compartimento (generalmente quello interno) a patto:
  • di avere integro il sistema legamentoso dei crociati e del collaterale mediale (cioè il ginocchio deve essere stabile)
  • di avere le cartilagini del comparto laterale integre
  • di non avere artrosi femoro-rotulea significativa
  • Protesi Monocompartimentale

    protesi monocompartimentale a 4 anni protesi monocompartimentale a 4 anni

    Protesi Totale

    protesi totale protesi totale
     
     
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